- Il Centro Interdipartimentale di Ricerca di Filosofia Medievale “Carlo Giacon” – CIRFIM è stato istituito il 6 giugno... moreIl Centro Interdipartimentale di Ricerca di Filosofia Medievale “Carlo Giacon” – CIRFIM è stato istituito il 6 giugno 2013 con decreto Rep. 1474/2013 firmato dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Padova. Con decreto Rep. 199/2017 firmato dal Magnifico Rettore in data 14 giugno 2017, il CIRFIM è stato rinnovato per un quadriennio a decorrere dal 6 giugno 2017.
Il CIRFIM nasce come prosecuzione del Centro omonimo, più volte rinnovato nel corso del tempo, la cui fondazione risale al 1964 per opera di Carlo Giacon. Giacon (1900-1984), filosofo neotomista, fu professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Padova dal 1958 al 1972. Oltre al Centro per Ricerche di Filosofia Medievale, egli fu fondatore anche della rivista “Medioevo” e del Centro Studi Filosofici di Gallarate, nonché coordinatore delle prime due edizioni dell’Enciclopedia Filosofica (Milano-Venezia 1957-58; Firenze 1968-69).
Obiettivo generale e primario del CIRFIM è promuovere ricerche e studi riguardanti la filosofia medievale dalle sue radici tardoantiche sino al periodo umanistico-rinascimentale. L’approccio metodologico adottato dal CIRFIM è interdisciplinare, al fine di studiare il pensiero medievale nei diversi contesti in cui si è formato ed espresso: non solo filosofici, ma anche teologici, letterari, storici, sociali, giuridici, artistici e musicali.
Le finalità specifiche del CIRFIM sono essenzialmente tre:
(a) promuovere e coordinare attività di ricerca concernenti il pensiero medievale in tutte le sue varie forme espressive;
(b) agevolare la comunicazione, l’integrazione e lo sviluppo delle conoscenze fra studiosi di diversa estrazione scientifica;
(c) acquisire e gestire risorse esterne al sistema universitario per sostenere la ricerca sui temi di interesse del CIRFIM.edit
Annual report.
Research Interests:
Annual report.
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Annual report
Research Interests:
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RELAZIONE ANNUALE DEL CIRFIM — CENTRO INTERDIPARTIMENTALE PER RICERCHE DI FILOSOFIA MEDIEVALE, ANNO SOLARE 2011.
Research Interests:
RELAZIONE ANNUALE DEL CIRFIM — CENTRO INTERDIPARTIMENTALE PER RICERCHE DI FILOSOFIA MEDIEVALE, ANNO SOLARE 2010.
Research Interests:
Relazione annuale 2009 del CIRFIM — Centro Interdipartimentale di Ricerca di Filosofia Medievale "Carlo Giacon".
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Relazione annuale 2008 del Centro Interdipartimentale per Ricerche di Filosofia Medievale “C. Giacon”.
Research Interests:
Relazione annuale del Centro Interdipartimentale per Ricerche di Filosofia Medievale ‘Carlo Giacon’, relativa all’anno solare 2007.
Research Interests:
Relazione sull’attività scientifica del Centro Interdipartimentale per Ricerche di Filosofia Medievale “Carlo Giacon” negli anni solari 2005 e 2006.
Research Interests:
Relazione sull’attività del Centro interdipartimentale per ricerche di filosofia medievale “Carlo Giacon” nell’anno 2004.
Research Interests:
Relazione sull’attività scientifica del Centro interdipartimentale per ricerche di filosofia medievale “Carlo Giacon” negli anni solari 2003 e 2004.
Research Interests:
Relazione sull’attività scientifica del Centro per Ricerche di Filosofia Medievale, Anno accademico 2001/2002.
Research Interests:
Relazione sull‟attività scientifica – Anno accademico 2001/2002.
Research Interests:
Relazione sull’attività scientifica dell’anno accademico 1999/2000.
Research Interests:
Relazione sull’attività scientifica dell’anno accademico 1998/99.
Research Interests:
Relazione sull’attività scientifica del Centro per Ricerche di Filosofia Medievale “Carlo Giacon”, biennio 1996/97 1997/98.
Research Interests:
Relazione sull’attività scientifica del Centro per Ricerche di Filosofia Medievale “Carlo Giacon”, biennio 1994/95 e 1995/96.
Research Interests:
Convegno su Carlo Giacon (1900-1984), filosofo neotomista, professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Padova dal 1958 al 1972, fondatore del Centro per Ricerche di Filosofia Medievale (1964) e della rivista... more
Convegno su Carlo Giacon (1900-1984), filosofo neotomista, professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Padova dal 1958 al 1972, fondatore del Centro per Ricerche di Filosofia Medievale (1964) e della rivista “Medioevo”, nonché del Centro Studi Filosofici di Gallarate e coordinatore delle prime due edizioni dell’Enciclopedia Filosofica (Milano-Venezia 1957-58; Firenze 1968-69).
Research Interests:
On the occasion of the publication of two books edited by Riccardo Quinto (†): Stephen Langton, Quaestiones Theologiae, Liber I, edited by Riccardo Quinto and Magdalena Bieniak, Oxford University Press / British Academy, Auctores... more
On the occasion of the publication of two books edited by Riccardo Quinto (†): Stephen Langton, Quaestiones Theologiae, Liber I, edited by Riccardo Quinto and Magdalena Bieniak, Oxford University Press / British Academy, Auctores Britannici Medii Aevi Vol. 22; Fides Virtus. The Virtue of Faith from the Twelfth to the Early Sixteenth Century, Edited by Marco Forlivesi, Riccardo Quinto, Silvana Vecchio in association with Gionata Liboni, Caterina Tarlazzi, Aschendorff Verlag, Archa Verbi – Subsidia Vol. 12
Research Interests:
Sommario e abstracts del vol. 37 (2012) di "Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale".
Research Interests:
Sommario del vol. 36 (2011) di "Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale".
Research Interests:
"MEDIOEVO. Rivista di storia della filosofia medievale", SOMMARIO DEI VOLUMI 31-35 (2006-2010).
Research Interests:
"MEDIOEVO. Rivista di storia della filosofia medievale", SOMMARIO DEI VOLUMI 21-30 (1995-2005)
Research Interests:
"MEDIOEVO. Rivista di storia della filosofia medievale", SOMMARIO DEI VOLUMI 11-20 (1985-1994).
Research Interests:
"MEDIOEVO. Rivista di storia della filosofia medievale", SOMMARIO DEI VOLUMI 1-10 (1975-1984).
Research Interests:
Indice tematico di "Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale " su logica e conoscenza (annate 1975-2010).
Research Interests:
Indice tematico di "Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale " sulla scienza naturale (annate 1975-2010).
Research Interests:
Indice tematico di "Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale " su metafisica e teologia (annate 1975-2010).
Research Interests:
Indice tematico di "Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale " sul pensiero politico (annate 1975-2010).
Research Interests:
Indice tematico di "Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale " su filologia, storiografia, edizioni (annate 1975-2010).
Research Interests:
Indice tematico di "Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale " su etica e spiritualità (annate 1975-2010).
Research Interests:
Norme per i collaboratori di "Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale".
Research Interests:
"Medioevo. Rivista di Storia della Filsoofia medievale" - Notes for the Guidance of Contributors.
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Member. Former Member of the Board of Directors.
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President.
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Member of the Board of Directors.
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Member of the Board of Directors..
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Member of the Board of Directors; Vice-President.
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Former Member of the Board of Directors; Former Vice-President.
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Statuto del Centro Interdipartimentale di Ricerca di Filosofia Medievale "Carlo Giacon".
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Il modello epistemologico tracciato dal filosofo arabo medievale al-Fārābī nella "Classificazione delle scienze" (“Ihsā’ al-‘Ulūm”) costituisce un ponte culturale tra lingue e tradizioni diverse, che da Baġdād, attraverso la Spagna... more
Il modello epistemologico tracciato dal filosofo arabo medievale al-Fārābī nella "Classificazione delle scienze" (“Ihsā’ al-‘Ulūm”) costituisce un ponte culturale tra lingue e tradizioni diverse, che da Baġdād, attraverso la Spagna musulmana, giunge fino al mondo medievale latino. Scritta nel X secolo, l'opera ha contribuito a un radicale rinnovamento del sapere antico, trasmettendo una nuova classificazione e, quindi, una nuova visione delle scienze, intese come una possibilità data all'uomo di avvicinarsi alla comprensione della Verità suprema, che coincide in ultima istanza con Dio. Da questo punto di vista, l'"Ihsā’ al-‘Ulūm" si configura come l'ordito su cui tessere assieme la trama delle diverse tradizioni di pensiero in una riconciliazione armonica tra epistemologia e ontologia peripatetiche con la Verità rivelata del Corano e l'unità sostanziale della metafisica greca.
Il testo di al-Fārābī è stato un fondamentale veicolo di conoscenza e di intersezione del pensiero greco con quello islamico, diffondendosi nel mondo latino grazie alle versioni dall'arabo realizzate da due importanti traduttori del XII secolo, Gerardo da Cremona e Domenico Gundisalvi, sotto il titolo di "De Scientiis". In particolare, la versione 'verbum de verbo' di Gerardo da Cremona, qui presentata in traduzione italiana e commentata, ha costituito uno degli esiti più significativi di quel processo di trasmissione della scienza e della filosofia araba al mondo latino medievale, in grado di rivoluzionare la concezione proveniente da Aristotele e di promuovere allo 'statuto di scienza' alcune discipline relegate tradizionalmente nel dominio dell'arte, come l'ottica, la scienza dei pesi e la scienza degli ingegni.
Il testo di al-Fārābī è stato un fondamentale veicolo di conoscenza e di intersezione del pensiero greco con quello islamico, diffondendosi nel mondo latino grazie alle versioni dall'arabo realizzate da due importanti traduttori del XII secolo, Gerardo da Cremona e Domenico Gundisalvi, sotto il titolo di "De Scientiis". In particolare, la versione 'verbum de verbo' di Gerardo da Cremona, qui presentata in traduzione italiana e commentata, ha costituito uno degli esiti più significativi di quel processo di trasmissione della scienza e della filosofia araba al mondo latino medievale, in grado di rivoluzionare la concezione proveniente da Aristotele e di promuovere allo 'statuto di scienza' alcune discipline relegate tradizionalmente nel dominio dell'arte, come l'ottica, la scienza dei pesi e la scienza degli ingegni.
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Boncompagno da Signa, 'magister' fiorentino vissuto a cavallo tra XII e XIII secolo, fu professore e dictator nello 'Studium' bolognese. Dalle sue opere, tuttora parzialmente inedite, emerge la vastità di interessi e di conoscenze di una... more
Boncompagno da Signa, 'magister' fiorentino vissuto a cavallo tra XII e XIII secolo, fu professore e dictator nello 'Studium' bolognese. Dalle sue opere, tuttora parzialmente inedite, emerge la vastità di interessi e di conoscenze di una personalità eclettica, il più originale e versatile fra i maestri dell''ars dictandi' della sua epoca.
Se ne propongono qui, per la prima volta in edizione critica, due opere, «Breviloquium» e «Mirra», affini per il comune intento retorico-normativo e contigue nella successione cronologica della produzione di Boncompagno. Nate entrambe dall'esigenza di dare forma prestigiosa a documenti pubblici e privati, esse sono specchio di un particolare 'habitus' mentale, di quella necessità tipica della cultura e insieme della società medievale di codificazione delle modalità di espressione e di comunicazione interpersonale secondo una precisa distribuzione gerarchica degli interlocutori.
L'essenzialità dei numerosi modelli di 'exordia' di 'narrationes' proposti nel «Breviloquium» o la formularità dei testamenti esemplificati nella «Mirra» non impediscono a Boncompagno di esprimere appieno le proprie attitudini stilistico-inventive che hanno, per sua stessa dichiarazione, ascendenze scritturali e curiali, ma che consentono anche riscontri con la letteratura classica e coeva. Ne emerge l'ampio sostrato culturale dell'autore e la creatività lessicale di una lingua vivacissima, ben evidenziata nel 'Glossario' che correda il volume.
Se ne propongono qui, per la prima volta in edizione critica, due opere, «Breviloquium» e «Mirra», affini per il comune intento retorico-normativo e contigue nella successione cronologica della produzione di Boncompagno. Nate entrambe dall'esigenza di dare forma prestigiosa a documenti pubblici e privati, esse sono specchio di un particolare 'habitus' mentale, di quella necessità tipica della cultura e insieme della società medievale di codificazione delle modalità di espressione e di comunicazione interpersonale secondo una precisa distribuzione gerarchica degli interlocutori.
L'essenzialità dei numerosi modelli di 'exordia' di 'narrationes' proposti nel «Breviloquium» o la formularità dei testamenti esemplificati nella «Mirra» non impediscono a Boncompagno di esprimere appieno le proprie attitudini stilistico-inventive che hanno, per sua stessa dichiarazione, ascendenze scritturali e curiali, ma che consentono anche riscontri con la letteratura classica e coeva. Ne emerge l'ampio sostrato culturale dell'autore e la creatività lessicale di una lingua vivacissima, ben evidenziata nel 'Glossario' che correda il volume.
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Le opere dell'architetto e matematico lionese Girard Desargues (1591-1661) rimangono ancora oggi pressoché sconosciute: nonostante sia stato maestro di Blaise Pascal e abbia fornito una prima teoria unificata delle sezioni coniche, il suo... more
Le opere dell'architetto e matematico lionese Girard Desargues (1591-1661) rimangono ancora oggi pressoché sconosciute: nonostante sia stato maestro di Blaise Pascal e abbia fornito una prima teoria unificata delle sezioni coniche, il suo contributo all'evoluzione della matematica venne ben presto dimenticato, oscurato dalla fama e dall'efficacia del metodo analitico cartesiano.
Desargues riuscì a integrare, dentro una stessa cornice concettuale, la trattazione delle proprietà di parabola, iperbole ed ellissi, superando la frammentaria esposizione fornita quasi duemila anni prima da Apollonio di Perga. Il matematico lionese realizzò questa impresa modificando radicalmente il modo di concepire gli enti primitivi della geometria, il punto e la retta. Questi enti, infatti, non sono più staticamente collocati nello spazio, ma sono messi in movimento dall'immaginazione, che, senza violare le fondamentali regole logiche del pensiero, riesce a "vedere" come rette parallele si incontrino in un punto all'infinito: tale scoperta può essere descritta in termini formali all'interno di una coerente teoria matematica, che risulta valida modificando alcuni assunti di base della geometria euclidea, in particolare il famoso quinto postulato.
Desargues aprì così la strada allo sviluppo delle geometrie non-euclidee, ma il suo contributo fu rivalutato solo all'inizio dell'Ottocento, ben tre secoli dopo la pubblicazione (in poche copie) delle sue opere matematiche. Questo volume tenta di colmare un vuoto negli studi di storia della matematica, offrendo una traduzione del breve saggio Brouillon projet d'une atteinte aux evénémens des rencontres du cône avec un plan del 1639, che presenta un abbozzo (come recita la prima parte del titolo) di una teoria unificata delle sezioni coniche. La traduzione è preceduta da un saggio introduttivo che inserisce Desargues nel contesto storico in cui operò e fornisce gli strumenti concettuali indispensabili per comprendere la sua opera, interpretandola da un punto di vista epistemologico.
Desargues riuscì a integrare, dentro una stessa cornice concettuale, la trattazione delle proprietà di parabola, iperbole ed ellissi, superando la frammentaria esposizione fornita quasi duemila anni prima da Apollonio di Perga. Il matematico lionese realizzò questa impresa modificando radicalmente il modo di concepire gli enti primitivi della geometria, il punto e la retta. Questi enti, infatti, non sono più staticamente collocati nello spazio, ma sono messi in movimento dall'immaginazione, che, senza violare le fondamentali regole logiche del pensiero, riesce a "vedere" come rette parallele si incontrino in un punto all'infinito: tale scoperta può essere descritta in termini formali all'interno di una coerente teoria matematica, che risulta valida modificando alcuni assunti di base della geometria euclidea, in particolare il famoso quinto postulato.
Desargues aprì così la strada allo sviluppo delle geometrie non-euclidee, ma il suo contributo fu rivalutato solo all'inizio dell'Ottocento, ben tre secoli dopo la pubblicazione (in poche copie) delle sue opere matematiche. Questo volume tenta di colmare un vuoto negli studi di storia della matematica, offrendo una traduzione del breve saggio Brouillon projet d'une atteinte aux evénémens des rencontres du cône avec un plan del 1639, che presenta un abbozzo (come recita la prima parte del titolo) di una teoria unificata delle sezioni coniche. La traduzione è preceduta da un saggio introduttivo che inserisce Desargues nel contesto storico in cui operò e fornisce gli strumenti concettuali indispensabili per comprendere la sua opera, interpretandola da un punto di vista epistemologico.
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Questo studio lessicografico ha come oggetto l'uso di 'sincerus', 'sinceritas' e delle altre, più rare, parole della stessa famiglia lessicale nei testi latini dalle origini della letteratura cristiana fino a Tommaso d'Aquino. L'analisi... more
Questo studio lessicografico ha come oggetto l'uso di 'sincerus', 'sinceritas' e delle altre, più rare, parole della stessa famiglia lessicale nei testi latini dalle origini della letteratura cristiana fino a Tommaso d'Aquino. L'analisi semantica intende stabilire se i significati di queste parole nei testi patristici e medievali sono in continuità con quelli abituali nel latino classico e, soprattutto, in che misura possono preludere al concetto della “sincerità” più consueto in età moderna e contemporanea. Le riflessioni conclusive sono precedute da un excursus sugli usi di 'sincerus' e dei lemmi affini nel latino tardomedievale e moderno e delle parole neolatine che ne derivano nelle varie lingue europee. Al volume è annesso un CD-ROM che contiene l'archivio lessicografico integrale dei tremila testi sottoposti ad analisi. Tutte le informazioni essenziali sui testi, le parole-chiave e quelle in correlazione semantica sono indicizzate e possono essere ricercate dall'utilizzatore del CD-ROM secondo un programma di interrogazione a chiavi multiple.
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La biblioteca del convento domenicano dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia possedeva nel XVIII secolo oltre ottocento manoscritti greci, latini, italiani e orientali. Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, con la confisca... more
La biblioteca del convento domenicano dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia possedeva nel XVIII secolo oltre ottocento manoscritti greci, latini, italiani e orientali. Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, con la confisca del convento e la soppressione della comunità, questa ingente raccolta di codici fu smembrata e un certo numero di volumi fu trasferito alla Biblioteca Marciana, mentre il resto fu disperso. Un gruppo di sessanta codici rimase a Venezia, presso la Biblioteca dei Filippini di S. Maria “della Fava”, passata all'inizio del XX secolo alla Congregazione dei Redentoristi. Il presente catalogo offre la descrizione dell'intero fondo di manoscritti medievali della Biblioteca dei Redentoristi (comprendente i sessanta codici di provenienza domenicana, nonché alcuni codici di altra provenienza), insieme a una ricostruzione delle vicissitudini occorse ai manoscritti domenicani nel periodo della dispersione. Viene inoltre indicata l'attuale collocazione di tutti i codici ritrovati, ossia quelli entrati nella Biblioteca Marciana, quelli conservati nella Biblioteca dei Redentoristi e presso altre istituzioni veneziane, nonché quelli rintracciati in altre raccolte pubbliche e private d'Italia, d'Europa e del Nord America o ancora disponibili nel mercato antiquario. Si dà così notizia di 415 codici ritrovati: 90 greci, 48 orientali e 277 latini e italiani. Tra i manoscritti della Biblioteca dei Redentoristi, accanto a testi d'interesse filosofico e teologico, spicca la presenza di numerose raccolte di sermoni, in gran parte non conosciuti o noti soltanto in base agli antichi cataloghi: il volume presenta quindi anche il censimento di oltre duemila sermoni, frutto dello spoglio completo delle raccolte omiletiche del fondo.
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Nella prima metà del XVII secolo una ricca speculazione filosofica si sviluppa nelle università europee e negli studia degli ordini religiosi. Maturata in quattro secoli di dibattiti tra gli eredi delle differenti tradizioni filosofiche... more
Nella prima metà del XVII secolo una ricca speculazione filosofica si sviluppa nelle università europee e negli studia degli ordini religiosi. Maturata in quattro secoli di dibattiti tra gli eredi delle differenti tradizioni filosofiche classiche e medievali, animata da una pleiade di scrittori innovativi e dal confronto con i primi risultati del pensiero scientifico moderno, la filosofia universitaria barocca fornisce agli autori moderni i materiali con cui essi compongono i propri sistemi, senza per altro esaurire in quelli le proprie potenzialità. Fra i fautori secenteschi dello scotismo, Bartolomeo Mastri si distingue per l'ampiezza dell'opera, la conoscenza dei dibattiti coevi e l'acutezza delle interpretazioni delle dottrine di Scoto. Tali qualità lo hanno reso un riferimento per non pochi lettori moderni del Dottor Sottile e una fonte preziosa per la comprensione del pensiero universitario della sua età. Questo volume ripercorre la prospettiva filosofica di Bartolomeo Mastri, offrendo al lettore una vasta esplorazione della sua opera.
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In che modo le parole sono agganciate alla realtà? Che cosa distingue il mutamento che caratterizza ogni sensazione? Due fondamentali aspetti della "filosofia della mente", il problema dei nomi delle cose e il problema della... more
In che modo le parole sono agganciate alla realtà? Che cosa distingue il mutamento che caratterizza ogni sensazione? Due fondamentali aspetti della "filosofia della mente", il problema dei nomi delle cose e il problema della intenzionalità nella sensazione, sono analizzati in dettaglio nella loro evoluzione durante il periodo medievale. L'analisi fa emergere gli equivoci e le incongruenze del 'rappresentazionalismo' fin dalle sue origini e si propone di chiarire la natura della sensazione in Tommaso d'Aquino, all'interno di un itinerario plurale e composito che si sviluppa, risalendo da Platone e Aristotele, fino a toccare temi e prospettive di alcuni dei massimi autori della filosofia medievale: da Agostino e Boezio fino a Giovanni Duns Scoto e Guglielmo di Ockham. Un quadro generale che consente di prendere in esame lo sfondo entro cui si muovono le riflessioni di Tommaso.
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Intorno alla metà del XIV secolo il gruppo di maestri che cresce sotto la guida di Giovanni Buridano alla Facoltà delle Arti di Parigi attua una svolta nella fisica, che consiste nell'ampliamento dell'ambito del movimento sottoponibile ad... more
Intorno alla metà del XIV secolo il gruppo di maestri che cresce sotto la guida di Giovanni Buridano alla Facoltà delle Arti di Parigi attua una svolta nella fisica, che consiste nell'ampliamento dell'ambito del movimento sottoponibile ad analisi matematica o, in altre parole, del campo di ciò che in natura è quantificabile. Questa svolta comporta una modificazione dei principi ontologici stessi della fisica: alla sostanza mobile e agli accidenti alcuni maestri (Nicola Oresme e Alberto di Sassonia) aggiungono i 'modi rerum', condizioni interne agli enti naturali inseparabili da quest'ultimi. In generale, il processo di matematizzazione della fisica avviene attraverso la determinazione delle caratteristiche della materia, che da principio puramente passivo del cambiamento diventa agente parzialmente attivo dotato di 'dispositiones' al cambiamento, e la teorizzazione di una quantificazione della potenza della forma, che possiede una forza dotata di una 'latitudo' misurabile in linea di principio. Questa svolta nella storia del pensiero scientifico tardo-medievale è attuata dai maestri parigini integrando la teoria della 'multiplicatio specierum', elaborata alla fine del XIII secolo nell'ambito degli studi di ottica, col metodo delle 'calculationes', inventato al Merton College di Oxford nei primi decenni del Trecento. Gli allievi di Buridano aprono così una breccia nella rigida struttura del cosmo aristotelico, contraddicendo uno degli assunti basilari della scienza peripatetica del movimento: con lo sviluppo di vie di ricerca già avviate dallo Stagirita, soprattutto nei "Piccoli trattati di storia naturale" e nell'"Anima", essi espandono il campo di applicazione dell'analisi matematica alla natura, limitando la validità del principio per cui «tutto ciò che ha un inizio deve 'necessariamente' avere anche una fine». Attraverso questa breccia si fa strada una nuova fisica, che non si affranca del tutto dagli schemi aristotelici, ma che assume sicuramente una configurazione originale, nella quale l'infinito attuale comincia a giocare un ruolo decisivo nella comprensione del movimento.
Research Interests:
I sette saggi qui raccolti analizzano alcuni aspetti rilevanti della tradizione aristotelica del Rinascimento: il progressivo moltiplicarsi e differenziarsi delle edizioni, delle traduzioni e dei commenti alle opere dello Stagirita; la... more
I sette saggi qui raccolti analizzano alcuni aspetti rilevanti della tradizione aristotelica del Rinascimento: il progressivo moltiplicarsi e differenziarsi delle edizioni, delle traduzioni e dei commenti alle opere dello Stagirita; la creazione di strumenti atti a facilitare lo studio del suo pensiero (bibliografie, lessici, apparati 'critici'); l'emergere di nuovi principi e di nuovi metodi ermeneutici; la lunga durata e la sorprendente ubiquità di idee, adagi e luoghi comuni di origine aristotelica.
Soffermandosi non solo sui maggiori aristotelici italiani (da Leonardo Bruni a Donato Accaiuoli a Pietro Pomponazzi e Marcantonio Zimara), ma anche su meno noti esponenti dell'aristotelismo europeo (come Joachim Périon, Pedro Nuñez e Michael Piccart), il libro mostra come questo movimento filosofico seppe integrare la tradizione scolastica con la lezione dll'umanesimo; mette in luce la sua vitalità, la sua adattabilità e il suo spirito critico; esamina le cause interne, oltre alle esterne, della sua crisi.
Soffermandosi non solo sui maggiori aristotelici italiani (da Leonardo Bruni a Donato Accaiuoli a Pietro Pomponazzi e Marcantonio Zimara), ma anche su meno noti esponenti dell'aristotelismo europeo (come Joachim Périon, Pedro Nuñez e Michael Piccart), il libro mostra come questo movimento filosofico seppe integrare la tradizione scolastica con la lezione dll'umanesimo; mette in luce la sua vitalità, la sua adattabilità e il suo spirito critico; esamina le cause interne, oltre alle esterne, della sua crisi.
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Nel terzo secolo dell'era cristiana Plotino ripropose con grande originalità i temi fondamentali del pensiero platonico: fra questi, quello della relazione tra l'anima e il corpo. Affrontando le obiezioni aristoteliche contro la... more
Nel terzo secolo dell'era cristiana Plotino ripropose con grande originalità i temi fondamentali del pensiero platonico: fra questi, quello della relazione tra l'anima e il corpo. Affrontando le obiezioni aristoteliche contro la concezione di Platone, egli sostenne l'indipendenza dell'anima dal corpo, la sua superiorità e la sua affinità di natura con i principi intelligibili che, per i platonici, sono cause tanto delle realtà sensibili quanto del fatto che noi le conosciamo. Fu da questa prospettiva che egli pose il problema della coesistenza di anima e corpo, ed aprì la ricerca descrivendo il "ritorno" dell'anima in se stessa. Il breve trattato "Sulla discesa dell'anima nei corpi" inaugurò così un tema destinato a segnare profondamente la storia del pensiero filosofico, sia in occidente che in oriente. Agostino e Avicenna, tanto distanti fra loro nel tempo, nello spazio e nella confessione religiosa, ne furono ambedue eredi.
Il trattato "Sulla discesa dell'anima nei corpi" e la sua parafrasi araba sono tradotti e commentati assieme in questo volume, per fornire al lettore interessato alla filosofia di Plotino un'analisi dettagliata del suo pensiero e delle sue espressioni, e al lettore interessato alla filosofia araba la premessa indispensabile per la comprensione di un testo cruciale per al-Kindī, al-Fārābī e Avicenna.
Il trattato "Sulla discesa dell'anima nei corpi" e la sua parafrasi araba sono tradotti e commentati assieme in questo volume, per fornire al lettore interessato alla filosofia di Plotino un'analisi dettagliata del suo pensiero e delle sue espressioni, e al lettore interessato alla filosofia araba la premessa indispensabile per la comprensione di un testo cruciale per al-Kindī, al-Fārābī e Avicenna.
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La filosofia araba è impersonata per noi soprattutto da grandi pensatori come Avicenna e Averroè, i quali hanno rielaborato in modo originale il lascito della filosofia greca e in particolare di Aristotele. Ma questi filosofi importanti e... more
La filosofia araba è impersonata per noi soprattutto da grandi pensatori come Avicenna e Averroè, i quali hanno rielaborato in modo originale il lascito della filosofia greca e in particolare di Aristotele. Ma questi filosofi importanti e famosi sono eredi di un'opera plurisecolare di traduzione dal greco all'arabo e di assimilazione delle fonti tradotte, che è assai poco conosciuta al di fuori dell'ambito degli studi specialistici.
La trasmissione dei testi filosofici e scientifici greci al mondo di lingua araba è una componente essenziale nella comprensione della filosofia arabo-musulmana e nella valutazione dell'influenza che essa ha esercitato sulla cultura dell'Europa nel Medio Evo e nel Rinascimento. La tradizione araba delle opere di Aristotele e di Alessandro di Afrodisia è stata al centro del colloquio "La ricezione araba ed ebraica della filosofia e della scienza greche", i cui frutti sono raccolti in questo volume.
La trasmissione dei testi filosofici e scientifici greci al mondo di lingua araba è una componente essenziale nella comprensione della filosofia arabo-musulmana e nella valutazione dell'influenza che essa ha esercitato sulla cultura dell'Europa nel Medio Evo e nel Rinascimento. La tradizione araba delle opere di Aristotele e di Alessandro di Afrodisia è stata al centro del colloquio "La ricezione araba ed ebraica della filosofia e della scienza greche", i cui frutti sono raccolti in questo volume.
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Una tradizione consolidata, che va dall'Umanesimo all'Illuminismo ed è diffusa anche al di là degli ambienti specialistici, tende a designare come "scolastica" l'intera filosofia medievale e attribuisce a questa stagione culturale i... more
Una tradizione consolidata, che va dall'Umanesimo all'Illuminismo ed è diffusa anche al di là degli ambienti specialistici, tende a designare come "scolastica" l'intera filosofia medievale e attribuisce a questa stagione culturale i caratteri di un pensiero categorico e dogmatico, definitivamente superato dall'avvento della modernità e dello spirito critico. D'altro canto la riscoperta del pensiero medievale, promossa soprattutto in ambito cattolico tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, è sembrata sostenere il "ritorno alla scolastica" come adesione ad una filosofia unitaria, riflesso di un'epoca segnata da un totale consenso sociale, religioso e intellettuale, quasi un antidoto a tutti i "mali" del mondo moderno.
Attraverso un'ampia ricostruzione storiografica fondata sull'analisi degli usi del termine 'scholastica' nel linguaggio dotto del medioevo e dell'età moderna, le indagini confluite in questo volume intendono sfuggire alla rigida alternativa tra esaltazione nostalgica e sprezzante rifiuto, mirando piuttosto ad approfondire le potenzialità e i limiti di un atteggiamento intellettuale cui la cultura occidentale deve non pochi dei suoi traguardi.
Attraverso un'ampia ricostruzione storiografica fondata sull'analisi degli usi del termine 'scholastica' nel linguaggio dotto del medioevo e dell'età moderna, le indagini confluite in questo volume intendono sfuggire alla rigida alternativa tra esaltazione nostalgica e sprezzante rifiuto, mirando piuttosto ad approfondire le potenzialità e i limiti di un atteggiamento intellettuale cui la cultura occidentale deve non pochi dei suoi traguardi.
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Che cos'era la filosofia per Agostino? Come egli giudicava le scuole filosofiche antiche? A quale ideale teorico e pratico si ispirava la sua attività di pensatore? La risposta a queste domande, da cui dipende una migliore comprensione... more
Che cos'era la filosofia per Agostino? Come egli giudicava le scuole filosofiche antiche? A quale ideale teorico e pratico si ispirava la sua attività di pensatore? La risposta a queste domande, da cui dipende una migliore comprensione delle dottrine filosofiche dell'Ipponate e del loro ruolo nell'evoluzione del pensiero occidentale, non può prescindere dalla conoscenza dei dibattiti e dei risultati della moderna storiografia. La «Guida» riassume o segnala più di 500 studi pubblicati dai tempi dell'edizione Maurina fino al 1998. Dalla rassegna, condotta con taglio storico, emergono nodi problematici di rilevante interesse, quali il valore della "conversione", la nozione di "filosofia cristiana", il rapporto tra neoplatonismo e cristianesimo, il nesso fede-ragione e le trasformazioni del concetto di filosofia tra antichità e Medioevo.
